Il Pisello di Miradolo
I piselli hanno anche un ruolo importante nella gastronomia di Miradolo: sono buoni, facili da cucinare e si adattano a molti piatti. Il pisello di Miradolo, in dialetto “erbion”, è una vera e propria primizia primaverile. In passato era rinomato nei mercati Ortofrutticoli di Milano e Pavia dove veniva venduto e costituiva il principale reddito primaverile dei contadini di Miradolo. Nei terreni fertili e salini di Miradolo Terme le piante di piselli crescono molto bene grazie alla presenza di ferro, magnesio, fosforo e potassio e iodio. Proprio questi microelementi si trasferiscono nel prodotto finale, il frutto, sottoforma di sapore e gusto. Per essere buoni, i piselli, devono essere consumati freschi ed al momento dell’acquisto devono avere il baccello liscio ed elastico di un colore verde brillante e con il peduncolo ancora attaccato.
Il PISELLO DI MIRADOLO
Relazione storica sui Piselli di Miradolo
Le prime considerazioni storiche sono il carattere geologico, in quanto sono senza dubbio qualificanti per Miradolo; la specifica di Terme che si porta dietro o meglio davanti (Terme di Miradolo) e che ne completa la sua denominazione, testimonia l’esistenza nel sottosuolo di ricchezze naturali che testimoniano dell’evoluzione geologica di questo tratto di pianura e collina, in antica epoca coperta dal mare: la presenza marina ha reso particolarmente fertili queste terre.
Ricordando la tipica civiltà contadina del nostro comune che nel secolo scorso ed agli inizi del novecento ha faticato e sudato per produrre beni che venivano forniti dalla nostra terra, si può ricordare che, dopo la seconda guerra mondiale (circa nel periodo compreso tra il 1945 e il 1970) la produzione tradizionale del paese era improntata alla coltivazione dei campi e delle vigne. Da ciò si ricavano non solo cereali ma anche piselli, uva, ciliegie che, oltre ad essere venduti normalmente nei mercati tradizionali settimanali, venivano portati direttamente dai contadini in città sia al mercato ortofrutticolo sia nei mercati rionali sia alla fabbrica locale. Dalle colline cominciavano a scendere i carri trainati da asinelli, ricolmi di ceste di vimini o di sacchi con i preziosi piselli e con la vendita del prodotto primaverile entravano i primi soldi, benedetti, dopo la parentesi invernale. Dalle colline, quindi, ai mercati di Milano e Pavia, scendevano i carri con orgogliosi cartelli “PISELLI DI MIRADOLO”.
Esisteva anche sul territorio un’industria conserviera “Bevilacqua” che aveva aperto una fabbrica anche a Miradolo, sulla strada che porta alla frazione di Camporinaldo. Nel periodo del raccolto del pisello venivano in paese anche molti mediatori della città che con aria in apparenza distratta, ma alla fine molto attenta, giravano e sostavano vicino alla pesa pubblica in attesa di vedere apparire le prime ceste dei piselli sui carretti trainati dai buoi o direttamente sulle spalle dei contadini, che provenienti dai campi all’imbrunire, facevano tappa all’osteria con in spalla le loro primizie. I piselli quindi rappresentavano allora, per l’economia locale, una buona fonte di reddito e venivano seminati non solo nei campi in pianura, ma anche in collina, sfruttando gli spazi che separavano i filari di viti; i piselli affondavano le loro radici in terreni collinari sabbiosi (merito del passato mare) che era reso ancora più fertile dal concime naturale stallatico.
La Festa dei Piselli di Miradolo Terme si svolge il week-end precedente l’ultimo lunedì maggio: è una manifestazione molto rinomata sia per il folklore caratteristico sia per la vendita diretta dei piselli da parte dei produttori sia per le varie preparazioni culinarie a base di piselli.