Le Reliquie di Santa Rufila

Santa Rufila è ancora ricordata a Miradolo Terme con la festa il 25 Ottobre, ma risulta sconosciuta nei documenti della chiesa ufficiale. Era il 1735 quando il Conte Marco Arese Lucini si fece promotore del culto di S. Rufila Martire. È conservata pure la richiesta del 1736 per la propagazione del culto di S. Rufila, l’autorizzazione a tenere pubbliche processioni con l’ostensione della reliquia stessa, per impetrarne la protezione durante le calamità di quel periodo. Era l’epoca delle guerre di successione: il nostro territorio era occupato e saccheggiato dagli eserciti franco-piemontesi che combattevano gli austriaci, ma ancora oggi in Miradolo è rimasta la memoria e il culto della Santa Rufila: anzi a livello popolare l’Oratorio di san Quirico è denominato “chiesetta di Santa Rufila”. Nella corrispondenza che il Conte Marco Arese Lucini tenne nel 1735 con la curia lodigiana e conservata negli atti della Parrocchia, si dice: “Essendomi stati donati molti ossi del Sacro Corpo di S. Rufila Maritre dall’Ill.mo Monsignor Vescovo di Porfiri D. Agostino Nicolò de Abbati Oliveiro, come da sue tesimoniali del giorno 12 marzo 1722 scorso, che tutto resta esibito nella Curia Vescovile di Lodi in occasione della ricognizione di così tanti ossi et essendosi in detta ricognizione ritrovato essere in molta quantità: e però detti Santi Ossi la maggior parte gli dono all’Oratorio mio sotto il titolo di S. Quirico nel luogo di Miradolo,… ed il rimanente ne facio dono al Sig. Don Pietro Forni… per conferirle a persone devote… Sottosc. Conte Marco Arese”. Nella lettera testimoniale del Vescovo Abbati si afferma che i resti della martire sono stati rinvenuti nelle catacombe di Roma (e cemeteriis Urbis extractas), quindi riconosciute, autenticate, approvate per il culto dalla Sacra Congregazione delle Indulgenze e delle Sacre Reliquie nell’anno 1722. Ne 1735, dovendo rinnovare la teca che serviva come contenitore alle ossa, la curia di Lodi procedette ad una nuova ricognizione e autenticazione, firmata dal protonotario apostolico Michele Robba; la nuova teca fu consegnata al Conte Arese ed ancora è conservata nella nicchia a sinistra dell’altare.

(fonte: I Luoghi di Culto in Miradolo – F. Peroni – 1999)